La cooperativa sociale Santa Lucia di Asola ha presentato a un pubblico di architetti e interessati ai temi ambientali il progetto “Cascina Bilzi”, sviluppato in collaborazione con ALMA Scuola internazionale di cucina italiana di Colorno e promosso da Fondazione Cariparma in partnership con Crédit Agricole Italia.
La presentazione si è svolta martedì 27 settembre presso Binario 49 a Reggio Emilia, nell’ambito del Festival “RIGENERA”, all’interno dell’incontro dal titolo “Rigenerazione è partecipazione”, organizzato dall’Ordine degli Architetti PPC di Parma.
Cascina Bilzi è il progetto di rigenerazione di una serie di fabbricati agricoli in disuso fuori dal centro storico di Colorno e di un grande podere per coltivazioni orticole biologiche con tecniche avanzate.
Il personale della Cooperativa sociale Santa Lucia, specializzata nell’inserimento lavorativo di persone in difficoltà e con disabilità, lavorerà a stretto contatto con gli allievi di ALMA scuola internazionale di cucina italiana, in un reciproco scambio di valori e saperi. I vecchi fabbricati recuperati ospiteranno un ristorante, appartamenti per gli studenti di ALMA e laboratori per la formazione, che saranno inseriti in un percorso di visita e conoscenza del mondo agroalimentare, aperto a tutti. Il progetto è stato possibile grazie all’importante supporto e al contributo di Fondazione Cariparma e Crédit Agricole.
Cascina Bilzi a Colorno (PR) – un podere di proprietà della Fondazione Cariparma e derivante dal lascito testamentario della Prof.ssa Anna Maria Bilzi, stimata insegnante presso le scuole di Parma – mira a diventare un esempio di recupero del patrimonio degli immobili rurali mediante lo sviluppo di attività legate al territorio: un modello di partenariato fondato sull’impegno sociale e sulla restituzione alla comunità di un patrimonio agricolo, ambientale e storico.
Cooperativa sociale Santa Lucia si occuperà del recupero di questo antico podere per produrre conserve, succhi di frutta e altri semilavorati secondo i metodi e i ritmi dell’agricoltura biologica. Nei terreni vicini alla cascina sarà realizzato un «orto gigante biologico», in cui saranno impiegate particolari tecniche quali la serra a tunnel per la protezione delle colture, che saranno destinate a soddisfare i consumi di frutta e verdura della cucina di ALMA. Il progetto sociale di Santa Lucia inserirà al lavoro persone con difficoltà e fragilità (ai sensi della L. 381/91) che, avvicinandosi ai ritmi della terra, sviluppando abilità manuali e producendo alimenti sani e naturali, vedranno realizzarsi in concreto i frutti del proprio impegno verso sé stessi e verso la comunità.
All’interno degli immobili recuperati e rinnovati di “Cascina Bilzi” saranno realizzati 30 alloggi (60 posti letto), destinati principalmente all’accoglienza degli studenti di ALMA ed eventualmente ai turisti. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un ristorante gestito da Santa Lucia in collaborazione con gli studenti di ALMA, attrezzato per grandi eventi culturali e cerimoniali. La cucina verrà utilizzata anche per la produzione di pasti in delivery e come laboratorio di trasformazione della materia prima raccolta direttamente dai terreni della cascina. I docenti di ALMA coinvolgeranno gli studenti in corsi di alta formazione dedicati alla produzione di materie prime biologiche, unendo le tecniche più tradizionali a quelle più innovative.
ALMA e Cooperativa sociale Santa Lucia collaboreranno infine alla creazione di attività culturali, didattiche e ludiche destinate a tutta la comunità, promuovendo il consumo di prodotti tradizionali del territorio, sviluppando consapevolezza verso i processi produttivi e verso il mondo agroalimentare.
Cornice dell’evento era Rigenera, il festival dell’architettura ideato dall’Ordine degli Architetti P.P.C. di Reggio Emilia, co-organizzato con il Comune e la Provincia di Reggio Emilia, in corso dal 22 settembre al 1 ottobre 2022 a Reggio Emilia e in altre città emiliane.
L’incontro “Rigenerazione è partecipazione” è stato promosso dall’Ordine degli Architetti di Parma che dichiara: “Superando lo scopo per cui un’architettura o un’area erano stati progettati in origine, l’atto della rigenerazione è l’occasione per moltiplicare le interconnessioni possibili. Rigenerare, dunque, vuol dire non più riqualificare avendo in mente una destinazione d’uso, ma immaginare molte e differenti relazioni d’uso, in cui numerose e diverse siano anche le persone che vi troveranno accoglienza, educazione, lavoro e scambio. Estendendo il significato della canzone che Giorgio Gaber scrisse nel 1972, si può affermare oggi che la rigenerazione è partecipazione.”
“Alla luce del costante incremento del consumo di suolo causato dall’edilizia, la rigenerazione urbana non è più un’opzione, ma un obbligo morale. Scegliere la rigenerazione significa conservare l’impronta del passato, senza esserne schiavi, ma progettando nuove funzioni che possano far fiorire spazi e aree sottoutilizzati e così anche nuove comunità. Continuiamo a promuovere e a sostenere progetti che si prendano cura del nostro territorio, perché è la migliore strada percorribile”, ha commentato Daniele Pezzali, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Parma e membro del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Cariparma.
